STORIA
Lucca Sicula non ha origini
antichissime anche se nel suo territorio,
prima della fondazione della cittadina,
esisteva un fermento sociale significativo
già in epoca preistorica.
Di questo periodo poco conosciuto esistono
oggi testimonianze di antichissimi
insediamenti nei territori della Valle del
Gebbia.
Un primo insediamento risale al II millennio
a.C. (età del bronzo).
Del III e IV secolo, invece, è il secondo
insediamento, romano, del quale è
documentata la dedizione della popolazione
alla pastorizia ed alla produzione di
legname.
Le anfore rinvenute nel territorio sono
testimonianza, probabilmente, del fatto che
il fiume Magazzolo Gebbia fosse navigabile
ed utilizzato per la discesa verso la costa.
Un terzo insediamento sembra appartenere al
periodo normanno, quando tra il 1100 ed il
1200 era esistente in questi luoghi la città
di Villanova.
Essa fu successivamente distrutta ma non
ebbe alcuna connessione con la storia
dell'attuale Lucca che, invece, costituì il
quarto insediamento stanziale e che ebbe
origine nel XVII secolo.
Essa sorge tra le valli del Verdura e dello
Gebbia e si pone lungo la viabilità che
collega le due Valli.
La fondazione di Lucca Sicula avvenne ad
opera di donna Francesca Perollo che nel
1609 sposa Francesco Lucchese Palli,
Principe di Campofranco, la cui famiglia
aveva governato la repubblica di Lucca
toscana col titolo di Granduca; lo stesso
Principe e la moglie ottengono da Filippo
III di Spagna il titolo di Marchese di
Lucca.
Con la dote matrimoniale donna Francesca
svincola dall'ipoteca il feudo Culla e, nel
1622, ottiene la licentia populandi. Così il
feudo viene abitato e bonificato per
coltivare la terra e renderla produttiva.
Agli abitanti che ottenevano le terre da
coltivare, infatti, era fatto obbligo di
residenza con la propria famiglia per dodici
anni consecutivi.
L'impegno è ripagato poiché le condizioni
sociali ed economiche degli abitanti sono
buone tanto che altri provenienti da
Villafranca e Burgio chiedono di potersi
trasferire a Lucca.
Ai nuovi "coloni" venivano dati in enfiteusi
i terreni e ciò riguardava quel limitato
contesto geografico.
Ma le condizioni di vita non dovevano essere
eccezionali dato che non c'era neanche una
Chiesa e le case erano sparute.
Nel 1623 erano presenti 189 abitanti
suddivisi in 48 famiglie. Nel 1652 il numero
salì a 212.
Le prime notizie circa l'esistenza della
Chiesa Madre "Maria SS. Immacolata"
risalgono al 1645; è la Chiesa della
"Concezione della Beata Maria Vergine".
Il trasferimento a Palermo di Francesca
Perollo determina la concessione del feudo
ai gabelloti che esercitarono uno strapotere
nei confronti degli abitanti e non
sollecitarono la costruzione di nuovi
edifici.
Nel 1647 la Perollo muore e Lucca viene
trasferita di proprietà al Collegio dei
Gesuiti di Palermo e, poi, ai Filangeri che
la tennero sino al 1839.
Nonostante il nobile palazzo Cutò Filangeri,
il resto di Lucca era povertà ed isolamento
territoriale.
A fine 1700 gli abitanti passano a 1689 ed
il nucleo residenziale si amplia.
Le successive vicende sono legate alla
differenziazione sociali tra i gabelloti,
imprenditori della terra, ed i contadini che
restano poveri.
Anche Lucca partecipa ai moti rivoluzionari
del '48 : nel 1848 Lucca è retta da un
Comitato Provvisorio e poi dal Presidente
del Municipio.
Nel 1860 a Lucca si forma un gruppo di
garibaldini a sostegno dello sbarco di
Garibaldi a Marsala.
Dopo l'Unità Lucca risente della piaga del
brigantaggio e nel 1892 si costituisce la
sezione dei Fasci Siciliani che ottenne la
modifica dei patti agrari a favore dei
contadini; sotto la guida dei Barbato,
Panepinto, Verro si ottenne lo smembramento
dei feudi e si diffuse la proprietà
contadina che trasformò le terre nelle
attuali colture pregiate di pesca tardiva,
mandorleti, oliveti, aranceti e vigneti.
I contadini, infine, si riuniscono anche in
cooperative agrarie ad ulteriore
dimostrazione che la terra è la fonte
prevalente di reddito.
I primi del secolo rappresentano il triste
quadro dell'emigrazione, molto consistente a
Lucca, soprattutto nella direzione delle
Americhe ma molti fecero fortuna
determinando un conseguente miglioramento
delle condizioni sociali ed economiche nel
paese di origine.
Gli anni della prima
guerra mondiale furono talmente duri da
indurre, nel 1917, 400 donne pacifiste a
manifestare davanti al Municipio in favore
della pace.
Furono arrestate e condannate e la loro
bandiera bianca sequestrata.
Molti furono i disertori che subirono anche
la tortura delle proprie donne da parte
delle autorità.
Nel 1924 Lucca fu retta da un potestà del
regime fascista al quale si opposero in
tanti.
Tra questi Giovanni Bufalo, possidente di
fede anarchica che nel 1946 fu eletto primo
Sindaco di Lucca Sicula. Egli giurò fedeltà
al popolo, essendosi rifiutato di farlo nei
confronti del Re.
Non si sedette mai nella poltrona di Sindaco
perché, come diceva :"il potere appartiene
al popolo".
Oggi si assiste ad un ulteriore spopolamento
della cittadina, già ritoccata
dall'emigrazione degli anni '60 e la
popolazione diminuisce mantenendo, comunque,
l'antica ed originaria attività agricola.